Per ogni fundraiser è un dovere diffondere la campagna che Assif ha lanciato per dire No al compenso a percentuale.

Numerose volte in più di 10 anni di lavoro mi sono sentito dire le solite frasi:

“ma come voi non vi fate pagare a percentuale? Ma se poi non mi porti nulla, noi cosa ci guadagniamo?”

“devi rischiare non noi, allora sì che darai il massimo…”

“ma se noi non ti paghiamo a percentuale per fare questo lavoro del fundraising poi tu quanto ci porti ed in che tempo?”

È ora di fare qualcosa! Sono felice che la mia associazione sia riuscita a lanciare questo messaggio, che non potrà risolvere il problema, ma che perlomeno crea un riferimento pubblico cui indirizzare tutte quelle realtà che spingono su un fundraising a percentuale e ad incentivare in particolar modo i giovani fundraiser, a rifiutare un compenso calcolato con questo esclusivo criterio.

Poi vorrei però parlare anche a tutti coloro che frequentano le organizzazioni del terzo settore e che vanno a proporsi dal alcune realtà, in cui magari da tempo stai cercando di creare una cultura rispetto la pratica professionale del fundraising, dove  pur di entrare viene affermato che: “se l’ente non ha budget da investire non c’è problema ci paghiamo da soli, e come? semplice, trattenendo la nostra percentuale su quello che raccogliamo per vostro conto”.

Questo è quello cui più di una volta mi sono trovato di fronte e sono felice di lottare insieme ad Assif, affinchè la mia professionalità possa essere riconosciuta in tutti i suoi aspetti e mi auguro, che con il lavoro di ogni giorno possano essere messe al bando certe condizioni “contrattuali” e quelli che in relazione all’esempio citato mi piace chiamare “venditori di cause”.

Chi raccoglie e porta risorse all’interno dell’organizzazione è chi le vive e chi vi appartiene, quindi il fundraiser è per la natura del suo ruolo, interno all’ente stesso.

Poi vi sono quelli come me che fanno i consulenti del fundraising cercando di trasmettere metodo in una strategia condivisa. Altre formule, meglio evitarle, il rischio di cadere in un fundraising snaturato ma meramente strumentale è molto elevato.

Grazie e diffondete come me la campagna,  trovate ogni riferimento sul sito www.assif.it

Andrea Romboli

 

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