Il 14 luglio si terrà a Firenze l’ultimo incontro d’aula di Professione Fundraiser anno 2015, il percorso fortemente voluto dalla Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno per educare, coinvolgere, sensibilizzare e formare i propri giovani rispetto all’importante attività sociale che la Chiesa Avventista svolge da 150 anni in Italia.

Il percorso ha visto la partecipazione di quasi 20 ragazzi provenienti dal nord al sud d’Italia, che hanno portato avanti un’attività pratica nelle chiese e nei territori loro assegnati, giornate formative a cadenza mensile e uno studio individuale costante. A fine settembre questi giovani saranno chiamati a sostenere un esame che li vedrà impegnati non solo sugli aspetti teorici del fundraising e della comunicazione, ma che li obbligherà anche a mettere in pratica i processi di pianificazione strategica che hanno fatto da sottofondo a tutto il percorso.

Il mio ruolo di tutor del percorso è stato un ruolo privilegiato; poter lavorare con ragazzi che si sono presentati alla prima lezione senza nessuna consapevolezza sul settore non profit, ma con un autentico desiderio di scoprirlo, con un sincero interesse dettato anche dalla volontà di voler contribuire a far crescere le organizzazioni non profit della loro chiesa… non succede tutti i giorni, in questi ultimi anni poi, sempre meno. Per questo posso dire che il percorso, alla sua prima edizione e per questo anche sperimentale nella sua progettazione e implementazione, è stato un interessante laboratorio che ha certamente portato risultati maggiori della mera formazione ai ragazzi. Infatti, notevole è l’impatto che questi, man mano che passavano le settimane e che quindi acquistavano consapevolezza sul ruolo del fundraiser, hanno generato nelle comunità in cui erano operativi.

Oltre alla parte formativa d’aula i ragazzi sono quasi 6 mesi che, per 20 ore settimanali, sono impegnati in diverse chiese e in generale sul territorio assegnato loro, per la veicolazione della campagna 8 per mille. Hanno però anche dovuto costruire un evento focalizzato sulla rendicontazione sociale, hanno lavorato sulla mappatura delle relazioni, hanno realizzato interviste, cercato testimonianza dei progetti sostenuti, ecc.

Si sono incontranti con chi semplicemente non conosceva la realtà sociale della Chiesa Avventista e si sono scontrati con mentalità diverse e visioni lontane. Una bella palestra, molto simile a quello che poi la reale professione ti porta a vivere ogni giorno, in primis all’interno dell’organizzazione stessa.

Un ruolo privilegiato il mio, anche perché durante le lezioni ho potuto ascoltare gli interessantissimi interventi dei docenti dello IACB che hanno aperto una finestra sul fundraising e la teologia che ha tracciato la strada per degli scenari di riflessione e di lavoro futuro, tutt’altro che scontati.

Dopo l’esame di settembre cinque ragazzi, i più meritevoli, andranno avanti in un percorso avanzato di un altro anno, continueranno a crescere e a confrontarsi con testi, docenti, tecniche, strumenti e con la reale realtà delle cinque ONP che li ospiteranno in un lungo stage.

Religiousfundraising per me quest’anno è stato questo, PFR2015: un laboratorio, un osservatorio, un caso di studio, un incontro con docenti di rilievo che ho conosciuto durante l’anno, un lavoro insieme a professionisti che stimo molto e che hanno accettato di partecipare a questa nuova sfida portando in aula storie oltre che le loro alte competenze. PFR2015 sono anche i ragazzi della Chiesa Avventista che hanno contaminato pensieri, idee e luoghi tracciando una strada nuova per il futuro.

Grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito e un grazie speciale a coloro che ci hanno creduto ancora prima che PFR2015 prendesse forma sulla carta.

 

Catia Drocco

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