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E se la contaminazione avesse una valenza positiva?!

La contaminazione è una diffusione incontrollata di qualche fattore che interviene su un altro organismo, contaminandolo.

Mi piace pensare che la misurazione di efficacia della campagna annuale del 5 per mille (finalmente stabilizzato) possa essere anche la capacità di contaminazione che ha generato nel territorio e/o rispetto ai pubblici verso cui è stata comunicata.

Contaminare significa però non solo divulgare un messaggio sperando che questo generi interesse, ma innestare l’identità della propria organizzazione nell’identità dell’altro. Se consideriamo questa accezione del termine “contaminare”, allora pensate come può fare la differenza contaminare un’attività commerciale che per ogni scontrino emesso lascia ai propri clienti un vostro codice fiscale oppure un’impresa che sensibilizza i propri dipendenti ad assegnarvi la loro preferenza. Tutto questo ci può sembrare una normale attività di “passaparola” che non richiede particolari investimenti, invece per me assume la dimensione dell’investimento più rilevante: investimento nelle relazioni di fiducia. Dentro la parola fiducia c’è la parola fede; è questa la responsabilità che è necessario prendersi anche per la campagna di comunicazione 5×1000.

Un’azione che non va fatta improvvisando dei “santini” da divulgare ovunque, ma la costruzione di legami e ponti con realtà che ci osservano e che sono felici di essere coinvolte intorno alla nostra mission per “subirne” una sana contaminazione.

Quest’ultima poi prosegue, non si ferma, attrae risorse dalle reti relazionali che a sua volta alimenta. La grande difficoltà sta nel tenere alta questa fiducia nella propria organizzazione.

Andrea Romboli

P.S. Ultima cosa, magari scontata per i più, ma purtroppo esistono alcuni casi… quindi ricordarlo può essere utile… Facciamo attenzione a non scivolare sugli adempimenti di legge inerenti il 5 per mille ed in particolare mi riferisco alla rendicontazione, obbligatoria dal 2008 per gli enti che hanno percepito più di 15.000 euro, soglia passata poi a 20.000 euro dal 2009 ad oggi. Ogni realtà ha 13 mesi di tempo dal ricevimento delle somme per rendicontare al ministero del lavoro e delle politiche sociali come ha utilizzato il ricavato del 5×1000. Se l’adempimento non viene rispettato il Ministero può richiedere la restituzione della somma erogata, quindi attenzione … non è proprio il caso!