Seleziona una pagina

Finita la campagna di raccolta fondi natalizia (rendicontazione e analisi sull’andamento comprese!) ora siamo al lavoro per redigere il piano di comunicazione 5×1000 per il 2015.

Partiamo con l’aprire il file archiviato nel pc dal titolo “5×1000 anno 2014” e iniziamo a rivedere i dati per ragionare e programmare:

  • Quali strumenti implementati sono stati efficaci ed efficienti?
  • Quali i canali di diffusione utilizzati?
  • Che incremento ha avuto il mio database durante la veicolazione della campagna? Rispetto al 2013 cosa registriamo?
  • Il mio popolo di volontari e/o di soci quanto e come ha contribuito?
  • Siamo riusciti a gestire in modo strutturato il passaparola?
  • Elementi di inefficacia? Quali, quanti e perché?
  • Come, quando e dove ho rendicontato?

Questi i primissimi dati sui quali ragionare… (Non trovate il file “5×1000 anno 2014”?! … Cercatelo bene, non è possibile che non lo abbiate! Investire su una campagna di comunicazione com’è quella necessaria per veicolare il 5×1000 e poi non monitorarla… non è proprio possibile! Ma se così fosse, adoperatevi subito per non commettere lo stesso errore anche nel 2015).

A questo punto possiamo essere sufficientemente pronti per iniziare ad elaborare il piano di comunicazione 2015 oppure può essere necessario un passaggio ulteriore per comprendere meglio alcuni dati. Infatti, in alcune realtà (soprattutto laddove il popolo di soci/volontari impegnato nel passaparola è molto numeroso e attivo) può essere strategico prima di implementare la campagna 5×1000 successiva, coinvolgere i principali protagonisti: i soci/volontari. Il coinvolgimento può avvenire proprio nel renderli attivi in fase di definizione del piano di comunicazione ad esempio somministrando loro un brevissimo e molto semplice questionario in cui siano indagati gli aspetti positivi e negativi della campagna 5×1000 dell’anno precedente:

  • strumenti di comunicazione considerati utili e efficaci (on line e off line)
  • strumenti non utilizzati o considerati non efficaci
  • eventuali osservazioni sul concept
  • problematiche nella veicolazione della Buona Causa
  • suggerimenti…

Il coinvolgimento anche in fase di pianificazione è strategico per due motivi: da una parte ascoltare (ascolto attivo però, cioè prendere in considerazione sul serio quello che ci viene detto) le nostre più preziose risorse interne ci può dare non poche indicazioni di come muoverci senza disperdere energie e senza generare costi in strumenti non efficaci (o peggio “dimenticati” in scatoloni per mesi), dall’altra parte è fondamentale dal punto di vista della motivazione individuale collettiva per supportare quel costante lavoro che il management deve svolgere per generare senso di appartenenza all’interno della propria organizzazione. Sentirsi infatti protagonisti non solo nel fare cose che ci vengono richieste, ma anche nel pensare, orientare, influenzare le scelte organizzative ha un alto livello di importanza e contribuisce a rendere successivamente quella richiesta di “fare” più legittimata e consapevole.

E allora proviamo a ripartire da qui, per ottimizzare e capitalizzare sempre di più l’opportunità del 5×1000 che ormai, al di là delle preferenze espresse a favore della nostra ONP, è uno strumento multitasking che ci permette di comunicare e rendicontare, ma anche di generare gruppi di sostegno per la nostra realtà, di stringere nuove relazioni… Un’opportunità di crescita se ben pianificata e pensata che va incrementandosi anno su anno rispetto a differenti e molteplici elementi di indubbio valore.

Catia Drocco