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In questi giorni numerose organizzazioni non profit (non tutte purtroppo) stanno pianificando la campagna 5 per mille 2013.Il 5 per mille è uno straordinario strumento di raccolta fondi che permmette a organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti locali, associazioni sportive dilettantistiche, università, enti di ricerca scientifica e Onlus di raccogliere il 5 per mille delle imposte sui redditi delle persone fisiche senza che questo aggravi in nessuno modo sul singolo contribuente. Negli anni questo strumento ha riscontrato da parte dei contribuenti italiani un grande ed inaspettato successo. È proprio per questo che il nostro governo anno dopo anno sta introducendo i cosiddetti “tetti” che bloccano il budget che lo stato destina al 5 per mille agli ormai tristemente famosi 400 milioni di euro. Non sembra una cifra così grande, ma evidentemente lo è se poi lo stato centrale attinge senza nessuna (decente) motivazione da questo fondo, ad esempio per fare fronte ad emergenze nazionali come le grandi nevicate del febbraio 2012.

Uno strumento che ha rivoluzionato il modo di donare agli enti non profit e ad alcune altre realtà, ma che non è ancora stato completamente stabilizzato. Ogni anno si aspetta con ansia il decreto che lo istituisce per l’anno successivo ed inaspettatamente si scopre una riduzione del tetto, più o meno chiara anche se motivata da nobili ragioni, ricordiamo infatti i famosi 100 milioni per SLA.

Nel 2013 il 5 per mille ci sarà, la modulistica fiscale resa nota dall’agenzia delle entrate ne evidenzia la presenza, ma ancora non sono state rese note le procedure ed i tempi per l’iscrizione. Nel frattempo non si può attendere e occorre aver pronte le campagne entro metà febbraio, quindi è fondamentale procedere per step:

1)    identificare un budget da investire;

2)    identificare un fine (una buona causa) verso cui indirizzare i fondi raccolti

3)    pianificare la campagna attraverso la creazione di un piano di comunicazione dedicato

4)    eseguire la mappatura delle attuali e potenziali relazioni utili a diffondere e veicolare il messaggio

5)    identificare un piano operativo (tempi/azioni)

6)    mettere al lavoro creativi e grafici per la creazione del concept della campagna e declinarla nei diversi strumenti di comunicazione che si andranno ad implementare

7)    pianificare la distribuzione dei materiali off line e coinvolgere gli attori interni dell’organizzazione per gestire con cura il passaparola

8)    pianificare con attenzione la comunicazione on line e ideare efficaci strumenti di contagio virale

9)    pensare già ai ringraziamenti, alla rendicontazione … ed al valore delle piccole cose

Infine, teniamo a mente una certezza: per il 2013 ogni ente del terzo settore o ente locale dovrà aumentare il numero di preferenze per ottenere la stessa erogazione dello scorso anno (grazie al tetto ed alle continue diminuzioni), quindi come capita spesso in questa epoca occorrerà investire di più per guadagnare un po’ di meno, ma oramai il mondo del non profit a questo si è (purtroppo) abituato quindi … mettiamoci al lavoro!

 

Catia Drocco