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Nel 2015 sono stati oltre 50mila enti non profit che si sono iscritti alle liste degli aspiranti beneficiari del 5 per mille ma quanti di essi hanno realmente investito su una campagna di comunicazione in grado di attrarre preferenze?

Una premessa:
Non le Chiamiamo donazioni ma preferenze poiché di fronte abbiamo una persona che decide di destinare all’ente beneficiario (sia anche il comune della sua città) una cifra che se non “assegnata” lo Stato trattiene per sé al 100%, a differenza dell’8 per mille dove il gettito non devoluto è ripartito in base alle scelte espresse.
Purtroppo quasi in ogni aula, in cui settimanalmente insegniamo il fundraising sentiamo il ripetersi di un’affermazione ricorrente:

“Non facciamo la campagna perché non sappiamo se quest’anno il 5×1000 ci sarà e poi comunque tutti lo fanno…meglio concentrarci su altro…”

Non ci sono più scuse!
La legge di Stabilità del 23 dicembre 2014, n. 190 ha reso permanente il 5 per mille, finora soggetto a rinnovo annuale e quindi sempre un po’ a rischio. Un bel risultato che obbliga la platea dei beneficiari, ad introdurre in modo stabile lo strumento del 5 per mille sul mercato del fundraising delle persone fisiche.
Inoltre alcune ricerche commissionate da alcune grandi organizzazioni hanno evidenziato che il 40% dei contribuenti non pone la propria firma sul 5×1000, non assegnandolo! Da esperti, pensiamo che questo dipenda dal fatto che la maggior parte di chi non firma per il 5×1000, siano persone che non abbiamo ricevuto adeguate sollecitazioni.
Chi non chiede non raccoglie, questa è una delle regole certe del fundraising
Buon 5×1000 a tutti!

                         

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