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Un incontro, quello con Don Giovanni Savini, parroco a San Carlo di Cesena. Niente lezioni di “cattedra” ma solo e  soprattutto lezioni di vita. Quella vera e devota, vissuta ogni giorno a contatto con le persone, alla ricerca di una vicinanza con il prossimo che ormai sembra perduta, o quantomeno sepolta sotto uno strato di noncuranza e leggerezza, tipici di una società che oggi, da più parti, è ritenuta superflua, nella sua inutile abbondanza di benessere ed eccessi per pochi.

Una lezione su tutte è quella che Don Giovanni (per gli amici DonGio) vuole trasmettere con il suo impegno: ridare speranza e un sorriso a chi ne ha davvero bisogno.

Ed è in questo contesto che entra in scena il fundraising. Niente a che vedere con una raccolta fondi strutturata, ma un semplice opuscolo scritto di getto proprio da Don Giovanni, che racconta storie umoristiche e stralci di vita vissuti personalmente, o solo raccontati da altri, e che tuttavia serve ad uno scopo ben preciso: raccogliere fondi per affrontare uno dei tanti problemi che ogni giorno vive la sua comunità, quello delle famiglie in difficoltà economica.

Un piccolo capolavoro di solidarietà. Ma non solo. Autentico nella sua unicità e semplicità, Don Savini ci lascia quasi sbalorditi nell’affrontare con tanta naturalezza, ma soprattutto con umorismo e spirito di provocazione, tutta una serie di temi che non sempre si vedono scritti nero su bianco dalla mano di un sacerdote, o comunque non se ne vedono in una tale chiave di lettura. All’interno c’è un po’ di tutto: aneddoti vissuti a scuola, barzellette su carabinieri, prostitute, preti e suore, storie di politica, avvenimenti sul matrimonio, e tanti ricordi.

Mettersi in gioco non solo come scrittore ma anche come fundraiser, forse non è cosa da poco per un sacerdote, soprattutto quando anche le idee più semplici fanno la differenza.

Questo piccolo libretto, che conta poco più di 30 pagine, ha in sé un valore intrinseco che va oltre il semplice gesto di acquistarlo per fare del bene: vuole ricordare che l’avere fiducia anche nei momenti di maggiore sconforto è il primo passo per affrontare situazioni apparentemente prive di speranza.

«Vado a benedire in una casa di una famiglia benestante. La signora che vuole dimostrarsi molto raffinata dice: “Reverendo si accomodi”. Ed io le rispondo di getto: “Guardi che non sono mica rotto!”. Di certo non metto in dubbio che sia accaduto veramente.

Per chiunque voglia contribuire ad incrementare questa raccolta fondi, le offerte che perverranno dalla distribuzione del libro saranno destinate a sostegno del progetto “Postepay S. Carlo” per supportare le famiglie in difficoltà, per ridare, come scrive Don Savini «speranza e… un filo di sorriso a chi ne ha davvero bisogno».

Oggi l’ho chiamato al cellulare. È in Francia, in gita con una classe del liceo in cui insegna. Forse sta cercando nuovi spunti per un altra attività di vero e genuino fundraising di comunità.

 

Catia Drocco