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Ieri ho presentato il Bilancio Sociale della Casa di Riposo Casa Mia Onlus di Forlì. Una realtà che nasce da un’organizzazione religiosa che in 30 anni ha impiegato più di tre milioni di euro provenienti dal gettito dell’8 x 1000 che i contribuenti italiani hanno assegnato alla Chiesa Avventista del 7° giorno.

Nel processo di redazione del Bilancio, abbiamo cercato come sempre, di coinvolgere gli steakeholders primari dell’organizzazione concentrandoci quindi sui famigliari degli utenti ed i lavoratori di Casa Mia Onlus; abbiamo svolto alcuni focus group, con alcune rappresentanze di queste categorie ed abbiamo scoperto alcuni aspetti assolutamente degni di nota. In particolare i famigliari sono intervenuti affermando che:

 “Inserire mia madre in questa struttura è stata per me una sicurezza! Mi hanno ascoltato, hanno capito come mi sentivo perché non è semplice per un figlio affidare il genitore anziano ad una casa di riposo. Sono felice che mia madre sia a Casa Mia un luogo dove i famigliari sono coinvolti e non esclusi dal processo di cura.”

 

“Mia madre è in casa di Riposo da 14 anni, vengo a trovarla ogni giorno e per me è come essere a Casa Mia, sento gli operatori parte della mia famiglia e sento sempre la loro vicinanza per qualsiasi piccolo o grande problema che mia mamma possa avere.”

 

“Casa Mia è un luogo vivo, situato in un quartiere pieno di attività commerciali. Sino a poco tempo fa mia madre usciva ogni giorno per scambiare due chiacchere conl’orologiaio, la parrucchiera, la barista…tutto questo ha contribuito a non farla sentire dentro una struttura ma in un luogo di cura  della sua persona in una relazione continua con l’altro….”

 

Insomma, ritengo che sempre di più il bilancio sociale di una struttura socio sanitaria debba far emergere, la modalità, lo stile, l’approccio, l’identità reale del COME opera a favore dei propri utenti. Inoltre analizzando le scelte gestionali dell’esercizio in esame abbiamo notato che la struttura si era dotata di un armadio informatizzato per la preparazione delle terapie farmacologiche, questa tecnologia permette la piena tracciabilità del farmaco ed azzera il margine di errore umano, ma non solo, abbiamo calcolato le ore che gli infermieri professionali possono dedicare non più alla preparazione delle terapie, ma ad altri bisogni degli ospiti ed il dato che emerge (1.344 ore annue) racchiude in sé il vero valore aggiunto di questo investimento.

Fare un bilancio sociale si rivela strategico anche per una Casa di Riposo, che come Casa Mia, opera in regime di accreditamento perché come tutte le realtà che erogano servizi alla persona ha il bisogno di tenere alta la fiducia del territorio su di sé ed i dati ci confermano che per Casa Mia Onlus la missione è compiuta!

 

Andrea Romboli