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Pochi giorni fa ho partecipato al primo incontro di coordinamento del corpo docente della Fundraising School, la mia scuola, quella in cui insegno ed in cui sono cresciuto e sto crescendo, insomma un riferimento per la mia vita professionale ed un solido luogo in cui confrontarmi. Non poteva esserci opportunità più grande di quella di dialogare in forma “privata” insieme agli altri colleghi con il Prof. Zamagni, altro mio maestro incontrato nel 1997 quando ho deciso di iscrivermi al primo corso di laurea nato a Forlì sull’economia delle imprese cooperative e delle ONP, una scelta di vita che ha orientato tutto il mio destino su un settore che non cambierei per niente al mondo.

È stata un’ora di grande intensità in cui il Prof. ci ha riportato il suo punto di vista (come solo lui sa fare) sulla situazione del fundraising e del fundraiser in questo momento storico. Ha esordito affermando che “il fundraising è in crisi” e che il vecchio modello in cui il fundraiser si trova a svolgere un ruolo di mediatore tra mercati del fundraising e committenza sta per finire. Ogni prestazione professionale basata solo sugli strumenti in un atteggiamento che propone alle organizzazioni la lista della spesa non può più funzionare.

Oggi le Organizzazioni non profit (piccole o grandi che siano) hanno bisogno di un fundraiser in grado di portar loro un pensiero strategico imprenditoriale (talvolta anche di rottura), hanno bisogno di un fundraising che sia sempre più un ingrediente fondamentale della loro funzione finanziaria.

Occorre quindi rilanciare il fundraising verso una nuova fase, verso una nuova visione generativa tipica di chi intraprende un rischio, nella certezza che ne valga la pena.

Ringrazio il Prof. perché nella sua visione chiara e  lungimirante mi ha permesso di ritrovarmi positivamente. Già da tempo affermo nei diversi luoghi in cui siamo chiamati a svolgere la professione del fundraiser che tutto ha senso solo se è dentro una strategia di sviluppo e l’individuazione  di nuove vie per la sostenibilità.

Condivido volentieri questo contenuto nella speranza che possa destare una sana curiosità ed alimentare quel costante confronto sulla professione del fundraiser.

Grazie ancora alla Fundraising School per l’opportunità e non dimenticate di dare un’occhiata ai corsi del 2014, veramente un’offerta formativa da non perdere!

 

Andrea Romboli