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Curiosando tra le notizie leggo un’Ansa http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cultura/2012/11/25/spalle-Gioconda-paesaggio-Montefeltro_7853844.html che annuncia l’uscita del libro ‘Codice P’ (Electa Mondadori), che sarà presentato ufficialmente a dicembre, ma le cui conclusioni sono state anticipate oggi dal “Corriere Adriatico”.

Le due autrici Olivia Nesci e Rosetta Borchia (che puoi conoscere meglio qui http://www.cacciatricidipaesaggi.it/), sono due eccellenti studiose ed osservatrici di paesaggi. Il mio incontro con loro è iniziato circa un anno e mezzo fa quando mi contattarono per definire una strategia finalizzata alla promozione ed alla sostenibilità di una delle loro fantastiche scoperte oggi divenuta già un’esperienza concreta e visibile su www.montefeltroveduterinascimentali.eu/. La riscoperta del paesaggio e la sua dimensione valoriale ci hanno portato alla definizione di una missione che ha dato vita ad un’associazione di promozione sociale (Montefetro Vedute Rinascimentali  – MVR) che oggi, insieme ad istituzioni e vari enti del territorio, è impegnata nella riscoperta del paesaggio del Montefeltro attraverso la sua lettura all’interno delle grandi opere d’arte che rappresentano la storia e l’identità del nostro paese.

Oggi l’ipotesi della Gioconda rende ancora più rilevante la portata dell’intuizione nata in seno a queste due persone che con l’aiuto di professionisti come Davide Barbadoro (www.divagando.it) sono riuscite a coinvolgere personaggi d’eccezione come il maestro Umberto Eco.

La sfida però arriva ora! Tutto è avviato ed il respiro della scoperta si amplia, ma è però importante non leggere tutto ciò in una chiave meramente turistica. L’associazione che è da poco nata mira a generare benessere attraverso la possibilità di distogliere l’attenzione dal “primo piano” a cui ognuno è sottoposto continuamente nella quotidianità, recuperando qualcosa di più intimo che l’osservazione e la scoperta di un paesaggio sanno trasmettere.

Nata dall’intuizione di alcune persone, si basa sul desiderio di condividere con gli altri la grande esperienza di senso che la cultura e la storia, racchiuse nella dimensione dei paesaggi ri-scoperti, possono far vivere a chiunque.

Partendo dalle scoperte fatte inerenti il riconoscimento di paesaggi in sottofondo a grandi opere pittoriche, si è percorso un cammino che attraversa differenti discipline, dall’arte alla geologia, dalla storia alle scienze naturali, in un costante dialogo multidisciplinare che però prima di tutto mette al centro la persona, in un’accezione di individuo unico che ha bisogno di vivere una esperienza tutta personale e ogni volta differente; percorrere quei sentieri, fermarsi ad osservare quei paesaggi, significa prima di tutto generare la possibilità di ritrovare qualcosa che è in ognuno di noi …

MVR partendo da una base fatta di emozioni legate alla scoperta che vanno intrecciandosi con la solida conoscenza scientifica, si pone di diventare un perno attorno al quale tutti possano portare il proprio personale contributo in termini prima di tutto esperienziale ed emozionale. Un paesaggio che possa, attraverso ciò che sa far vivere, generare una contaminazione positiva tra le persone. Le principali attività in cui MVR vuole essere attiva sono:

  • Ricerca scientifica
  • Valorizzazione e tutela ambientale
  • Attività educative e didattiche
  • Attività sociali
  • Attività turistiche
  • Attività atte a incentivare e a sostenere il territorio per la creazione di un tessuto socio/economico che sia proiettato verso il futuro

Il paesaggio che diviene quindi motore di un territorio e che attrae finanziamenti per la sua sostenibilità ed accessibilità.

Realizzata la fase di start up che prevedeva la costruzione dei balconi panoramici e di tutti gli strumenti turistici annessi (fase realizzata grazie agli investimenti fatti in particolare dalla Provincia di Rimini – Assessorato al Turismo) per poter perseguire la Mission di MVR, il cui respiro vuol essere molto più ampio di quello legato al solo turismo, entra necessariamente in gioco il fundraising. A chi può interessare finanziare un paesaggio riscoperto dopo essere stato “rinchiuso” per secoli in un’opera d’arte?

Non male vero? Aspetto suggerimenti!

Grazie a tutti

Andrea Romboli