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Nel nostro paese la spesa sanitaria pubblica misura quanto viene destinato per soddisfare il bisogno di salute dei cittadini in termini di prestazioni sanitarie (inclusi tutti i suoi costi: servizi amministrativi, interessi passivi, imposte e tasse, premi di assicurazione e contribuzioni diverse). La spesa sanitaria pubblica complessiva dell’Italia ammonta nel 2011 a circa 112 miliardi di euro, pari al 7,1 per cento del Pil e 1.842 euro annui per abitante.

Nell’area europea il finanziamento pubblico dei servizi sanitari rappresenta la scelta prevalente.  Nel 2010, le famiglie italiane hanno contribuito con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 19,5 per cento, in calo di oltre cinque punti percentuali rispetto al 2000. La spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l’1,8 per cento del Pil nazionale. 

In questi giorni i titoli di alcuni quotidiani riportano l’ennesima diminuzione dei trasferimenti dal governo centrale verso le regioni che dal 2014 “saranno ancora a secco” rispetto i budget da destinare al socio sanitario.

Quindi tutte le organizzazioni che attualmente gestiscono in convenzione o sotto altre forme di affidamento servizi socio sanitari, si troveranno ad una drastica diminuzione dell’ammontare delle cosiddette “rette” senza però talvolta aver la possibilità di diminuire lo standard del servizio stesso. Ecco allora la crescente diffusione di azioni di fundraising dove territori, intere comunità piuttosto che testimonials scendono in campo affiancando il pubblico nella sostenibilità. Ne sono alcuni esempi virtuosi il grande progetto dell’Ospedale di Alba-Bra e del calciatore italiano, centrocampista del Milan e della Nazionale italiana Riccardo Montolivo, testimonial attivo e donatore per il Comitato Maria Letizia Verga che sta costruendo un centro per la ricerca e la cura delle leucemie infantili a Monza.

Queste sono solo alcune significative esperienze, che evidenziano un grande fermento ed una grande risposta degli stakeholders della sanità del nostro paese, dove la società civile è sempre più un portatore di interesse attivo nella definizione delle politiche sanitarie e delle strutture di erogazione.

Il 2 e 3 luglio 2013 ho l’onore di coordinare insieme alla collega Elena Zanella, neo vincitrice del prestigioso Italian Fundraising Award il corso strategie di fundraising per le organizzazioni socio sanitarie della Fund Raising School di Aiccon.

Durante questa due giorni cercheremo insieme ai partecipanti di riflettere sul modello italiano di fundraising socio sanitario, ingrediente fondamentale della finanza delle aziende che operano in questo ambito. Sarà nostra ospite Cristina Delicato (ex Head of Fundraising di Telethon), responsabile fundrasing del Campus Biomedico di Roma che porterà il punto di vista di chi opera nel campo della ricerca mentre il mio contributo cercherà di dare forza alle numerosissime piccole, ma allo stesso tempo grandi, imprese cooperative sociali che si ritrovano a sostenere in prossimità dei cittadini i servizi sociali del territorio.

Insomma due giorni intensi dove cercheremo di vincere la sfida del fundraising italiano in una sanità in trasformazione.

 

Andrea Romboli